Il radon è un gas che si sprigiona naturalmente dalle rocce e circa la metà delle radiazioni che assorbiamo nell'arco della vita deriva da questo gas.

Una direttiva europea sulla radioprotezione dà dei limiti precisi alla sua concentrazione negli ambienti indoor e questo limite è di 300 Berequel al metro cubo.

Per determinare la concentrazione di radon ci si può rivolgere all'ARPA della propria regione, all'ENEA oppure ad aziende private.

Gli strumenti di misura vanno posizionati preferibilmente nei locali dove si soggiorna più a lungo (le camere da letto o il soggiorno), si utilizzano dei rilevatori passivi che forniscono dei valori medi in un periodo di tempo sufficientemente lungo (dai 3 ai 6 mesi). E' preferibile effettuare le misurazioni nella stagione invernale poiché in questa stagione l'abitazione aspira aria dal sottosuolo.

Nelle situazioni in cui, dopo aver effettuato una misurazione, si dovesse rivelare una concentrazione di radon superiore ai livelli di riferimento è opportuno effettuare degli interventi di bonifica.

Alcuni sono volti a limitare o eliminare i punti di infiltrazione, ma di solito si consiglia sempre di accompagnare questi rimedi con metodi di depressurizzazione del suolo per impedire la risalita del gas.

Un rimedio immediato, anche se non sempre efficace, consiste nel continuo cambio d'aria degli ambienti. Oggi è possibile effettuare uno screening autonomo dei propri locali attraverso dei dosimetri economici.