La Legge n. 23 dell'11 marzo 2014 e il decreto legislativo n. 198 del 17 dicembre 2014 hanno portato, tra le altre cose, a porre le basi per la riforma del catasto tanto attesa. I tempi saranno lunghi, anche perché, si tratta pur sempre di effettuare una ricognizione su milioni di unità immobiliari.

Con il nuovo catasto la principale novità si riscontrerà nel calcolo delle rendite catastali: dal vano, l’unità di misura per la determinazione del valore immobiliare, si passerà al metro quadrato.

Cambieranno le categorie catastali e finiranno le ‘discriminazioni’ tra gli appartamenti: le unità immobiliari delle varie classi “A” saranno ricomprese nella nuova categoria “O/1”.

Le abitazioni isolate e le villette a schiera saranno ricomprese nella nuova categoria “O/2”, i posti auto coperti e scoperti compresi box auto e garage diverranno “O/6”, mentre le cantine e le soffitte diverranno “O/5”.

Questa riforma, che porterà allo studio delle nuove tariffe da assegnare alle varie categorie e classi per determinare le nuove rendite catastali, porta con sé i timori di nuovi aumenti della pressione fiscale. Le nuove rendite allineate ai valori di mercato, in alcune città, saranno destinate a crescere rispetto ai valori attuali.

Questa riforma dovrebbe però portare con sé anche un sistema più equo per la definizione del valore delle abitazioni.