Voglio iniziare questo articolo ricollegandomi a quello precedente perché, se le nostre azioni saranno guidate dal principio della sostenibilità, credo che l’edilizia avrà un ruolo determinante se saprà orientarsi all'eco-compatibilità.

La "nuova" edilizia dipenderà dall'uso intelligente delle risorse e questo richiede conoscenze che riguardano tutti i processi delle costruzioni, dal prelievo della materia prima fino al suo smaltimento finale per rispettare gli obiettivi della sostenibilità.

Quando parliamo di bioedilizia e architettura bioclimatica, di cosa parliamo?

La bioedilizia si basa su alcuni principi che si rifanno al concetto di sviluppo sostenibile, ovvero quello sviluppo che garantisce il soddisfacimento dei bisogni dell’uomo oggi, ma che non comprometta alle generazioni future di soddisfare i propri. Qualche esempio:

  • illuminazione naturale;
  • pannelli solari fotovoltaici e termici;
  • ambienti progettati con la funzionalità tipica delle serre;
  • climatizzazione/raffrescamento naturale;
  • integrazione del verde e della natura nelle località urbane residenziali;
  • risparmio energetico.

L'architettura bioclimatica è legata al principio di autosufficienza e alla consapevolezza che i principali fenomeni che influiscono negativamente sull'ambiente sono causati dal consumo di grandi quantità di energia non rinnovabile.

Lo scopo dell'architettura bioclimatica è il controllo del microclima interno, con strategie progettuali "passive" che, minimizzando l'uso di impianti meccanici, massimizzano l'efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente.