Abbiamo già accennato di energie fossili (petrolio, carbone, gas naturale) che sono in esaurimento e di energie rinnovabili che possono essere considerate inesauribili.

Di queste ultime fanno parte le biomasse, una fonte di energia pulita su cui l'UE ha deciso di investire al pari dell'eolico, che comprendono vari materiali di origine biologica.

Si tratta generalmente di scarti dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'industria riutilizzati, in apposite centrali termiche, per produrre energia elettrica.

Parliamo di:

  • legname da ardere;
  • residui agricoli e forestali;
  • scarti dell'industria agroalimentare;
  • reflui degli allevamenti;
  • rifiuti urbani.

Trarre energia dalle biomasse consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile.

Il fatto che l'energia ricavata dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di lavorazione delle attività produttive è un vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico.

Per ridurre l'impatto ambientale è necessario che le centrali siano di piccole dimensioni ed utilizzino biomasse locali, evitando in questo modo il trasporto da luoghi lontani.

Questo è, infatti, l’aspetto più critico in quanto maggiore è la distanza tra luogo di raccolta e luogo di combustione tanto maggiore sarà l'inquinamento prodotto per trasportare le biomasse.