A causa della crisi economica, dal 2008 ad oggi l'edilizia ha perso più di 45.000 posti di lavoro e registrato la chiusura di alcune decine di migliaia di imprese.

Molte famiglie non si possono permettere il mutuo per l'acquisto di una casa e non si può considerare ancora una vera "ripartenza" il fatto che nei primi mesi del 2014 si segnali un +9,3% tra i mutui concessi e compravendite.

C'è molto invenduto nelle nostre città e costruire ex novo non è più possibile anche perché ci si scontrerebbe con la necessità di ridurre il consumo del suolo e salvaguardare l'ambiente.

 

In Italia, su un totale di 7 milioni di edifici, il 55% ha più di quarant'anni. Questi fabbricati sono spesso poco sicuri e soggetti a una notevole dispersione energetica: consumano in media il triplo rispetto alle nuove costruzioni efficienti, sia per il tipo di materiali utilizzati che per ragioni progettuali.

Si tratta di riqualificare quanto esiste, se necessario demolendo per ricostruire ex novo, all'insegna della sostenibilità e della sicurezza, della durabilità dei sistemi edilizi e delle loro prestazioni, in particolare sia quelle antisismiche che di maggiore efficienza energetica.

Diventano opere indispensabili per la salute del territorio e volano per gli investimenti:

  • rigenerazione urbana
  • interventi per risanare il dissesto idrogeologico
  • manutenzione delle infrastrutture

E' ineludibile che a sostegno di un piano così ambizioso sono necessari investimenti pubblici e politiche che stimolino la responsabilità di ogni proprietario.