In questo articolo, che tratterà un argomento meno specifico e tecnico di altri ma più che mai attuale e importante, voglio riprendere un concetto espresso in "Il futuro che vogliamo: abitare e vivere sostenibile" che ricordava come <...Molte città italiane ed europee hanno sottoscritto il Patto dei Sindaci con l’Unione Europea e sono ora impegnate per ridurre le proprie emissioni di gas serra...> causa del riscaldamento globale.

Si sta concludendo (7-18 novembre), a Marrakech, la Conferenza sul clima n. 22 che dovrà chiarire, tra le altre cose, come passare dalle dichiarazioni di intenti fatte a Parigi alle azioni concrete per contenere, in questo secolo, l’aumento della temperatura media del pianeta entro i 2° C cosa nei confronti della quale, ad oggi, i decisori del mondo intero hanno dato risposte insoddisfacenti quando non proprio nulle.

Secondo il rapporto dell'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, infatti, se non si cambia marcia da subito, l’aumento previsto della temperatura del pianeta in questo secolo sarà tra i 2,9 e 3,4° C.

Le emissioni di gas serra hanno un effetto riscaldante sul clima e l’attività umana ha un impatto rilevante sui livelli di ossido nitroso, metano e carbonio rilasciati nell'atmosfera.

Le principali fonti individuali di emissione di gas serra si riferiscono all'inefficienza energetica, al consumo di energia, al riscaldamento e condizionamento, e al trasporto.

Le nazioni possono ridurre queste emissioni limitando il consumo di fonti energetiche fossili come petrolio, gas naturale, carbone, etc.

Pertanto, gli ambiti e le iniziative che possono esser prese da subito dalle città, dai privati e da tutta la società civile per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra sono:

• miglior efficienza energetica;

• utilizzo di energie rinnovabili;

• ripristino delle foreste;

• riduzione degli sprechi alimentari.

Alcuni di questi ambiti sono già stati trattati, più o meno approfonditamente, negli articoli precedenti. In futuro tratteremo gli altri.