Con la sentenza n. 4127 del 02.03.2016 la Cassazione ha confermato che “deve ritenersi legittimamente configurabile la fattispecie del condominio parziale tutte le volte in cui un bene risulti, per obbiettive caratteristiche strutturali e funzionali, destinato al servizio o al godimento in modo esclusivo di una parte soltanto dell’edificio, parte oggetto di un autonomo diritto di proprietà, venendo in tal caso meno il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria di tutti i condomini su quel bene.

Nel caso del condominio parziale trova applicazione l’art. 1123 c.c. 3 comma, che ripartisce le spese relative alla conservazione e godimento in proporzione dell’uso che ciascuno può farne, o meglio in relazione all'utilità che ciascun condomino trae dal bene comune.”

La sentenza di Cassazione n. 12641 del 17.06.2016 si occupa di “Nozione e momento costitutivo del condominio parziale, effetti sulla proprietà delle cose e le loro spese e riflessi processuali.”

Il condominio parziale:

  • esiste in quanto esistono dei beni che non sono considerabili di proprietà di tutti i condomini, ma solamente di un gruppo di essi;
  • non è soggetto ad alcun atto ricognitivo né costitutivo, ma opera ex lege, al ricorrere delle condizioni di parziale titolarità dei beni;
  • prevede che le spese per i beni del condominio siano sostenute dai soli titolari di quei beni;
  • prevede che le decisioni relative alla gestione/conservazione dei beni in condominio parziale siano assunte solamente dei diretti interessati;
  • prevede che nei rapporti con i terzi la controparte sia l'intero condominio e non il condominio parziale che non ha autonoma capacità processuale.