Un tema importante e sempre più collegato alle grandi emergenze, che colpiscono tutto il pianeta e quindi anche il nostro Paese, è quello delle risorse idriche, da quelle idrogeologiche ai problemi connessi con la carenza della risorsa.

In questo articolo parleremo del dissesto idrogeologico, definibile come l'insieme dei processi morfologici che hanno un'azione fortemente distruttiva in termini di degradazione del suolo e quindi indirettamente nei confronti dei manufatti.

In molti comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico che comportano ogni anno un bilancio economico pesantissimo e la gestione irrazionale del territorio porta a conseguenze disastrose pertanto i problemi legati al dissesto idrogeologico devono essere messi urgentemente al centro della fase di pianificazione e valutazione delle politiche e degli interventi da attuare.

Cause di dissesto idrogeologico, come alluvioni, frane e allagamenti, possono dipendere da fattori naturali correlati:

  • alle condizioni atmosferiche influenzate dai “cambiamenti climatici” che comportano fenomeni meteorologici estremi caratterizzati da piogge intense concentrate in periodi di tempo sempre più brevi;
  • alla geomorfologia del suolo o del bacino idrico;
  • alla pendenza e alla copertura vegetale che può essere minata dalla cementificazione e dalla forte urbanizzazione che sta distruggendo il suolo.

Queste cause di dissesto idrogeologico sono anche direttamente condizionate dalle attività umane quali:

  • opere idrauliche, argini, invasi;
  • particolari opere agricole;
  • un elevato tasso di urbanizzazione e impermeabilizzazione del suolo.

E' evidente l’assoluta necessità di maggiori investimenti in termini di prevenzione, attraverso cui affermare una nuova cultura dell’impiego del suolo che metta al primo posto la sicurezza della collettività e ponga fine da un lato a usi speculativi e abusivi del territorio, dall'altro al suo completo abbandono (leggi anche l'articolo “Riqualificare” è la parola chiave).

Per le aree già edificate sono necessari interventi strutturali e non strutturali quali:

  • opere di ingegneria per il consolidamento dei pendii instabili e la difesa da alluvioni e allagamenti;
  • delocalizzare funzioni importanti per una miglior gestione del territorio;
  • reti di monitoraggio strumentale che consentono l’attivazione di sistemi di allertamento.

Per le aree non ancora edificate è fondamentale:

  • ubicare in posti sicuri le aree di nuova urbanizzazione con particolare attenzione per gli edifici strategici quali ospedali, scuole, uffici pubblici;
  • attuare una corretta pianificazione territoriale mediante l’applicazione di vincoli e regolamentazione d’uso del territorio.