La serra bioclimatica o giardino d’inverno può essere considerata come un vero e proprio prolungamento dell’abitazione verso l’esterno. In passato era una sorta di serra-salotto, oggi può accogliere piccoli salotti, sale da pranzo, studi e luoghi di svago. Le sue dimensioni volumetriche però non possono essere eccessive, si può arrivare a massimo un 20% del volume dell’abitazione a cui è annessa ma questo dato varia da Comune a Comune.

La serra bioclimatica deve avere un orientamento preciso ed essere realizzata con caratteristiche costruttive specifiche e quasi sempre differenti da quelle dell’abitazione principale.

I materiali, ad esempio, devono limitare la dispersione termica ma consentire un accumulo di calore, grazie all'irraggiamento solare, in modo da sfruttarlo come ausilio al riscaldamento della casa per avere un risparmio energetico. Inoltre gran parte della superficie disperdente deve essere costituita da elementi vetrati la cui percentuale rispetto alla superficie totale è variabile da Comune a Comune.

Altre caratteristiche della serra bioclimatica:

  • non deve essere riscaldata;
  • non deve configurarsi come un locale abitativo permanente;
  • deve garantire una riduzione del fabbisogno energetico invernale la cui percentuale è variabile da Comune a Comune;
  • deve avere superfici vetrate apribili e sistemi di schermatura estiva dei raggi solari;
  • deve rispettare i Regolamenti Comunali per quanto riguarda distanze, altezze, ecc…

Grazie alla Legge di Bilancio 2018 (Legge 27.12.2017 n.205), che ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 la possibilità di ottenere agevolazioni fiscali, la realizzazione di una serra bioclimatica può rientrare tra le opere di riqualificazione energetica con una detrazione del 65%, facendo riferimento alle prestazioni e al risparmio energetico che essa assicura.