Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole all'autorizzazione paesaggistica semplificata per interventi semplici, con alcune osservazioni e proposte di correttivi. Bisogna ora aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il Consiglio di Stato ha, inoltre, precisato che qualora occorrano sia un’autorizzazione paesaggistica sia un permesso di costruzione e c’è disaccordo tra le amministrazioni rispettivamente competenti, deve essere convocata una conferenza di servizi.

In ogni caso è fatta salva la distinta autorizzazione da rilasciare a tutela dei beni di interesse storico, artistico o archeologico.

Per gli interventi liberalizzati, le disposizioni del decreto hanno immediata applicazione per le regioni a statuto ordinario, laddove le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano hanno l’obbligo di darvi attuazione con proprie disposizioni, secondo i principi statutari.

La norma sull'autorizzazione paesaggistica dovrà essere uniforme in tutte le Regioni.

Tra gli interventi più importanti, per cui non ci sarà più bisogno dell’autorizzazione paesaggistica, vi sono:

  • i lavori per migliorare l’efficienza energetica;
  • i lavori per migliorare la tenuta sismica degli edifici;
  • i lavori per l'eliminazione delle barriere architettoniche, inclusi gli ascensori.

Gli interventi non devono comunque alterare forma e dimensione degli edifici.

Nell'elenco anche:

  • le opere da realizzare nel sottosuolo;
  • l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici sui tetti;
  • l'installazione di tende o insegne a corredo dei negozi;
  • la sostituzione di cancelli e recinzioni;
  • la realizzazione di strutture temporanee (che non permangano oltre i 120 giorni) per eventi e manifestazioni.

 

Prendendo spunto dai tragici avvenimenti recentemente accaduti e da ciò che si è scritto e detto sull'argomento, ricordo ai lettori che, per quanto riguarda gli edifici abitativi di proprietà di persone fisiche, in caso di interventi di recupero del patrimonio edilizio, possono usufruire della detrazione fiscale del 50%, fino ad un limite massimo di spesa di 96mila euro, per ogni unità immobiliare.

Salvo proroghe, questa agevolazione è possibile solo per le spese sostenute fino al 31 dicembre di quest’anno e sono compresi in questa agevolazione anche gli interventi di adozione di misure antisismiche quali:

  • l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica;
  • la redazione della documentazione obbligatoria necessaria a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio.

Ai fini della detrazione, gli interventi antisismici devono essere realizzati sulle parti strutturali (tetti, pilastri, muri portanti) di interi edifici e se si trovano in centri storici devono essere realizzati sulla base di progetti che comprendono più edifici.

Per la messa in sicurezza statica di abitazioni principali e di immobili a destinazione produttiva (uffici, negozi, laboratori, capannoni) di proprietà anche di persone giuridiche situati, in base ai criteri stabiliti dalla legge, in zone sismiche 1 e 2 cioè ad alta pericolosità, è prevista una detrazione Irpef/Ires del 65% delle spese sostenute, con un limite massimo di spesa di 96mila euro, entro il 31 dicembre 2016.

 

Recuperare l'acqua piovana significa poter disporre di una risorsa preziosa che permette di evitare sprechi idrici, legati all'utilizzo di acqua potabile, anche quando non sarebbe necessario.

L’acqua potabile, al contrario dell’acqua piovana, è molto calcarea e quindi tende a danneggiare alcune parti meccaniche degli elettrodomestici.

L'acqua piovana può essere impiegata in molti ambiti della vita domestica, per esempio:

  • per irrigare orti e giardini;
  • per la pulizia dei servizi sanitari;
  • per lavare l'automobile;
  • per la lavatrice o la lavastoviglie;
  • per lo scarico del wc.

Un impianto completo per poter utilizzare l’acqua piovana in casa, prevede tre principali componenti:

  1. una cisterna che possa provvedere alla raccolta (spesso tali cisterne possono essere interrate quindi non occupano spazio e non danno problemi estetici); 
  2. un tubo che possa provvedere alla distribuzione dell’acqua;
  3. un filtro che possa garantire l’eliminazione di batteri ed eventuali sostanze nocive.

Come funziona questo impianto? E’ molto semplice.

L’acqua piovana può essere convogliata, dal tetto mediante la grondaia, in un'apposita cisterna. Da qui, opportunamente filtrata, può essere prelevata tramite una pompa e distribuita alle varie utenze da rifornire.

L'impiego di un impianto di raccolta dell'acqua piovana permette di ridurre notevolmente i propri consumi di acqua potabile.

Molto importante è la manutenzione dei filtri per evitare contaminazioni del liquido e la formazione di depositi di sedimenti che potrebbero danneggiare l’impianto.

 

La Passivhaus è un concetto di costruzione, è più di un semplice edificio a basso consumo energetico.

E’ un edificio che è veramente ad alta efficienza energetica, confortevole, a prezzi accessibili ed ecologico al tempo stesso.

E’ un edificio in grado di sostenersi per più giorni senza impiegare impianti attivi riducendo così il consumo energetico; consumo che, come previsto dalla direttiva 2010/31/ce, a partire dal 2020, dovrebbe essere quasi a 0 per tutti i nuovi edifici.

Vediamo più nel dettaglio che caratteristiche hanno le Passivhaus:

  • consentono per il riscaldamento e il raffreddamento relativi risparmi energetici fino al 90% rispetto al tipico edificio magazzino e oltre il 75% rispetto alla media dei nuovi edifici;
  • hanno un alto livello di comfort, sia durante i mesi freddi che i mesi caldi. Esse utilizzano fonti di energia all'interno dell'edificio, come il calore del corpo dei residenti o il calore solare che entra nell'edificio, rendendo il riscaldamento molto più facile;
  • sono apprezzate per il loro alto livello di isolamento e la loro tenuta d'aria. Finestre appropriate con un buon isolamento e un “guscio” edificio costituito da buoni pareti esterne coibentate, tetto e solaio che mantengono il calore durante l'inverno in casa e lo tengono fuori durante l'estate;
  • un sistema di ventilazione alimenta costantemente il processo d'aria fresca per una qualità dell'aria migliore e senza provocare correnti d'aria sgradevoli. Questo è, ad esempio, una garanzia per i bassi livelli di radon e migliora le condizioni di salute.

La Lombardia, in vista dell'applicazione obbligatoria nel 2020, ha introdotto, nel gennaio 2016, la normativa NZEB (Nearly Zero Energy Building).

 

Abbiamo già accennato di energie fossili (petrolio, carbone, gas naturale) che sono in esaurimento e di energie rinnovabili che possono essere considerate inesauribili.

Di queste ultime fanno parte le biomasse, una fonte di energia pulita su cui l'UE ha deciso di investire al pari dell'eolico, che comprendono vari materiali di origine biologica.

Si tratta generalmente di scarti dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'industria riutilizzati, in apposite centrali termiche, per produrre energia elettrica.

Parliamo di:

  • legname da ardere;
  • residui agricoli e forestali;
  • scarti dell'industria agroalimentare;
  • reflui degli allevamenti;
  • rifiuti urbani.

Trarre energia dalle biomasse consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile.

Il fatto che l'energia ricavata dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di lavorazione delle attività produttive è un vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico.

Per ridurre l'impatto ambientale è necessario che le centrali siano di piccole dimensioni ed utilizzino biomasse locali, evitando in questo modo il trasporto da luoghi lontani.

Questo è, infatti, l’aspetto più critico in quanto maggiore è la distanza tra luogo di raccolta e luogo di combustione tanto maggiore sarà l'inquinamento prodotto per trasportare le biomasse.

 

Il decreto legislativo n. 102/2014 di recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, approvato il giugno scorso, prevede che entro il 31 dicembre 2016, su tutto il territorio nazionale, coloro che risiedono in condomini con riscaldamento centralizzato dovranno installare su ciascun termosifone del proprio appartamento valvole termostatiche con contabilizzatori di calore.

Pena sanzioni amministrative per il condominio da 500 a 2.500 euro.

L’installazione di questi dispositivi ha dei vantaggi:

  • Le valvole termostatiche permettono una suddivisione del calore nelle diverse stanze del proprio appartamento.
  • Le valvole termostatiche consentono di escludere automaticamente il termosifone una volta che la stanza ha raggiunto la temperatura desiderata.
  • I contabilizzatori di calore sono apparecchiature che, installate su ogni termosifone, quantificano il calore effettivamente consumato.

L'installazione di questi dispositivi gode delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.

Il 30 dicembre 2016 il Governo ha approvato il decreto Milleproroghe spostando il temine ultimo per l’installazione di valvole termostatiche per i condomini, fissato per il 31 dicembre 2016, al 30 giugno 2017. Tale decreto non è stato però recepito dalla Regione Lombardia che può quindi applicare le sanzioni previste.

 

Voglio iniziare questo articolo ricollegandomi a quello precedente perché, se le nostre azioni saranno guidate dal principio della sostenibilità, credo che l’edilizia avrà un ruolo determinante se saprà orientarsi all'eco-compatibilità.

La "nuova" edilizia dipenderà dall'uso intelligente delle risorse e questo richiede conoscenze che riguardano tutti i processi delle costruzioni, dal prelievo della materia prima fino al suo smaltimento finale per rispettare gli obiettivi della sostenibilità.

Quando parliamo di bioedilizia e architettura bioclimatica, di cosa parliamo?

La bioedilizia si basa su alcuni principi che si rifanno al concetto di sviluppo sostenibile, ovvero quello sviluppo che garantisce il soddisfacimento dei bisogni dell’uomo oggi, ma che non comprometta alle generazioni future di soddisfare i propri. Qualche esempio:

  • illuminazione naturale;
  • pannelli solari fotovoltaici e termici;
  • ambienti progettati con la funzionalità tipica delle serre;
  • climatizzazione/raffrescamento naturale;
  • integrazione del verde e della natura nelle località urbane residenziali;
  • risparmio energetico.

L'architettura bioclimatica è legata al principio di autosufficienza e alla consapevolezza che i principali fenomeni che influiscono negativamente sull'ambiente sono causati dal consumo di grandi quantità di energia non rinnovabile.

Lo scopo dell'architettura bioclimatica è il controllo del microclima interno, con strategie progettuali "passive" che, minimizzando l'uso di impianti meccanici, massimizzano l'efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente.

 

La Terra ha risorse limitate, è un pianeta che è incompatibile con l’idea della continua crescita senza limiti, così come ci suggerisce il consumismo attuale.

E’ indubbio che lo stile di vita occidentale, caratterizzato da sprechi e insostenibilità, non si possa estendere all'intera popolazione mondiale che ha già superato i sette miliardi di abitanti: non ci sono le risorse naturali necessarie e il loro sfruttamento senza limiti sarebbe distruttivo per l’ambiente, ma tutti hanno il diritto a un benessere di qualità.

Siamo, quindi, di fronte alla necessità di un cambiamento di carattere culturale e sociale; un cambiamento storico per uscire dal dogma della società industrializzata che associa la crescita con il benessere e il benessere alla quantità dei consumi.

E’ arrivato il momento di riformulare il modello di vita per un benessere di qualità e la tutela delle risorse naturali salvaguardando così la vita delle nuove generazioni.

Molte città italiane ed europee hanno sottoscritto il Patto dei Sindaci con l’Unione Europea e sono ora impegnate per ridurre le proprie emissioni di gas serra attraverso politiche e misure locali che migliorino l’efficienza energetica e aumentino il ricorso alle fonti di energia rinnovabile.

Le scelte dei Comuni, in particolare, dovranno affrontare i temi dell’edilizia, uno dei settori più energivori, per ridurre il consumo energetico e le emissioni climalteranti degli edifici esistenti e per progettare seguendo gli indirizzi della sostenibilità.

Energia e clima: questi sono i temi fondamentali che decideranno il nostro futuro. Le energie fossili si stanno inevitabilmente esaurendo e le conseguenze del riscaldamento terrestre saranno molto gravi. Gli edifici dissipano circa la metà dell’energia globale. Le tecnologie per costruire abitazioni più parsimoniose, dal punto di vista energetico, sono già disponibili da molto tempo: è dunque ora di applicarle.

 

La Legge di Stabilità 2016 ha confermato anche per quest’anno il bonus prima casa che prevede:

  • pagamento dell’IVA al 4% per chi compra l’immobile dal costruttore o l’imposta di registro al 2% per chi compra da privati;
  • dal 2016 può usufruire del bonus anche chi ha già acquistato una casa con la stessa agevolazione purché alieni l’altro immobile entro un anno;
  • chi acquista un immobile a destinazione residenziale, in classe energetica A o B, direttamente dall'impresa costruttrice, ha una detrazione fiscale del 50% dell’IVA pagata;
  • detrazione dall'IRPEF al 19% per chi compra casa tramite leasing immobiliare.

Altre agevolazioni previste dalla Legge di Stabilità 2016 sono:

  • bonus giovani coppie: è una detrazione IRPEF del 50% per gli under 35 riservata all'acquisto di mobili di arredo dell’abitazione principale con un limite di spesa di 16000 € per singola unità immobiliare e con una detrazione massima di 8000 €.
  • bonus mobili: è una detrazione IRPEF del 50% relativa all'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad un immobile che può usufruire della detrazione prevista dal bonus ristrutturazioni. Il tetto massimo di spesa è di 10000 € per singola unità immobiliare con una detrazione massima di 5000 €. Gli elettrodomestici, dotati di etichetta energetica, devono essere di classe non inferiore ad A+ (A per i forni). Tra gli interventi consentiti c’è anche la sostituzione della caldaia.

 

Uno degli emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 previsto dal Governo, per favorire la sicurezza in casa dei cittadini, è il bonus “Sistema di Sicurezza 2016”.

Si tratta di un credito d’imposta con un limite massimo di 15milioni di euro, fino ad esaurimento risorse, per le spese effettuate dai cittadini privati per acquistare sistemi di videosorveglianza elettronica, allarmi e antifurti.

Possono fruire del bonus solo le persone fisiche, cioè i cittadini privati senza partita IVA.

Sono, quindi, esclusi gli artigiani, i commercianti, le società e le imprese anche individuali.

Questo credito d’imposta è, in pratica, un buono che il cittadino privato può utilizzare in sede di dichiarazione dei redditi detraendolo dalle tasse da pagare sul 730/2017 o sul modello Unico 2017.