L'umidità da condensa è un fenomeno che nasce quando l'aria calda e umida condensa sulle superfici murarie fredde e spesso porta alla formazione di muffa sulle pareti.

Le cause sono spesso riconducibili a:

  • un isolamento termico difettoso dovuto a muri esterni sottili che creano un ponte freddo-caldo;
  • un'eccessiva umidità nelle stanze (quali bagno, camera da letto, cucina, lavanderia, o stanze dove vi sono molte piante ecc.);
  • finestre a tenuta d'aria che non permettono all'aria umida di fuoriuscire;
  • mancanza di ventilazione;
  • riscaldamento difettoso;
  • pittura organica (pittura ad emulsione) che costituisce terreno fertile per la muffa;
  • murature umide che in inverno si raffreddano più velocemente di quelle asciutte.

L’elemento principale per la formazione delle muffe ma anche per la risoluzione del problema consiste nel valore di umidità presente nell'ambiente, tanto più è elevato, maggiore è la probabilità della nascita delle muffe.

Sappiamo che le ristrutturazioni edilizie godranno delle agevolazioni fiscali anche per tutto il 2016 pertanto questa opportunità può essere un’occasione per ristrutturare la nostra casa e realizzarla come abbiamo sempre desiderato.

Prima di lanciarsi in questa “avventura” bisogna innanzitutto:

  • avere le idee chiare e rivolgersi a professionisti del settore, non solo perché ci aiutino e consiglino nella realizzazione del progetto, ma anche perché ci informino su cosa le Leggi e i Regolamenti Edilizi ci permettono di fare.
  • definire il nostro budget, sapere quanto si ha a disposizione, o abbiamo deciso di investire, per realizzare il nostro progetto.

Raggruppate le idee e definito il budget possiamo:

  • stendere, nero su bianco, un progetto preliminare che evidenzi cosa e come vogliamo ristrutturare.
  • valutare se possiamo trasformare i nostri desideri in realtà informandoci sui prezzi delle varie finiture.

Più il progetto è dettagliato e meno sorprese avremo nella fase realizzativa e proprio per sopperire ad eventuali imprevisti è meglio prevedere un aumento del budget del 15-20% a titolo di garanzia.

Seguiti questi piccoli ma fondamentali passi, possiamo dar vita alla ristrutturazione della nostra casa.

 

L’impianto solare termico è costituito da pannelli che producono acqua calda.

Come funziona? Le radiazioni del sole riscaldano un liquido che circola all'interno dei pannelli stessi; tale liquido trasferisce il calore assorbito a un serbatoio di accumulo d’acqua.

L’uso dell’acqua calda accumulata nel serbatoio, al posto dell’acqua prodotta da una caldaia o da uno scaldacqua elettrico, permette un risparmio sui consumi di gas o di energia elettrica.

Oltre che per la produzione di acqua calda sanitaria, i pannelli solari termici sono impiegati anche per il riscaldamento degli edifici e per la produzione di calore nel settore industriale e agricolo.

I pannelli solari possono anche essere impiegati per il raffrescamento estivo con l'utilizzo degli impianti di solar cooling.

Le tipologie di pannelli solari termici più diffusi sul mercato sono principalmente due:

• i pannelli piani vetrati;

• i pannelli sottovuoto.

Dopo la scelta del colore, è la valutazione della qualità della pittura a determinare il risultato finale.

Ci sono sostanzialmente 3 tipologie di pitture adatte a ridare splendore alle pareti di casa:

• lavabile

• traspirante

• antimuffa

La PITTURA LAVABILE è una pittura a pori chiusi che, quando stesa adeguatamente, vanta una buona resistenza all'abrasione generata dallo strofinamento tipico della pulizia di macchie di sporco.

Se però lo strofinamento viene eseguito con una spugna bagnata potrebbe lasciare delle tracce.

E’ particolarmente adatta in ambienti come soggiorni, salotti, camere, disimpegni.

La PITTURA TRASPIRANTE invece è indicata in ambienti che richiedono una buona traspirazione delle pareti come bagni, cucine e soffitti in genere.

La PITTURA ANTIMUFFA può essere di 2 tipi:

• a largo spettro

• anti-condensa

Siamo ormai tutti a conoscenza che una delle principali cause di emissioni di anidride carbonica è rappresentata dall'energia consumata nell'edilizia per riscaldare gli ambienti e per l’acqua calda sanitaria.

Risparmiare energia significa quindi consumare meno energia, ridurre le spese di riscaldamento e condizionamento e migliorare le condizioni di vita all'interno dell’abitazione migliorando il suo livello di comfort ed il benessere di chi vi soggiorna e abita.

Risparmiare energia significa anche proteggere l’ambiente e contribuire alla riduzione globale dell’inquinamento, impegnarsi per ridurre i consumi di combustibile derivante da fonti fossili, investire in modo intelligente e produttivo i nostri risparmi.

In questi anni sono state emanate diverse leggi e norme che indicano criteri e requisiti sia per gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente sia per la progettazione delle nuove costruzioni. Momenti propizi per operare anche un risparmio energetico possono essere i lavori di manutenzione ordinaria da effettuare sull'edificio.

L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) fornisce informazioni mirate ai cittadini riguardo gli interventi di risparmio energetico da attuare per ridurre i consumi energetici negli appartamenti.

 

Il contratto di affitto con riscatto o rent to buy  permette ad un acquirente di ottenere, con un contratto di locazione che prevede un canone periodico, di norma, più elevato di quello praticato dal mercato, un vero e proprio diritto di compravendita dell’immobile.

In pratica, può godere dell’utilizzo di un immobile rinviando ad un momento successivo l’acquisto della proprietà e il pagamento del prezzo residuo, detratto dei canoni già pagati precedentemente.

Tale tipo di contratto consente di sopperire alla carenza di liquidità dei potenziali acquirenti e permettere al venditore di "finanziare" l’acquisto, accettando di percepire il prezzo a rate e con la garanzia della proprietà per tutto il periodo in cui il conduttore ha il godimento dell’immobile e fino a quando tutti i canoni non saranno pagati.

Il contratto può essere stipulato tra soggetti privati, imprese o società di qualunque tipo o enti diversi dalle società e può avere come oggetto sia fabbricati abitativi o strumentali che terreni.

Questi contratti devono essere, preferibilmente, trascritti pertanto redatti da un notaio o con scrittura privata autenticata. La trascrizione nei registri immobiliari, infatti, rappresenta una forte tutela per il conduttore-futuro acquirente, che si protegge così dalle possibili disavventure che potrebbero accadere in capo al venditore-locatore prima del passaggio definitivo della proprietà.

Il Codice Civile dice che un condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il condomino che rinuncia è comunque tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

Il diritto a staccarsi dall’impianto centralizzato è legittimo anche in disapplicazione di un possibile articolo del Regolamento Condominiale che ne vieta il distacco.

Tale diritto non comporta però, per il condomino che vuole staccarsi, la possibilità di chiedere restituzioni o danni (per un’eventuale scarsa erogazione dell’impianto di riscaldamento di calore nell’appartamento o per una richiesta di restituzione delle spese condominiali pagate negli anni precedenti).

 

Il principio di partenza è quello secondo il quale, in caso di vendita di un’unità immobiliare in condominio, non è mai possibile venderla escludendo l’acquirente dalla comproprietà delle parti comuni accessorie alla stessa.

Nel nuovo testo dell’art. 1119 del Codice Civile è stata aggiunta una frase a completamento del testo precedente. Il nuovo testo recita così:

“Le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa a ciascun condomino e con il consenso di tutti i partecipanti al condominio”.

 

L’APE (Attestato di Prestazione Energetica) identifica il consumo annuale di energia di un edificio e riassume le caratteristiche energetiche dell’immobile che il certificatore dovrà misurare:

  • caratteristiche igrometriche;
  • consumi;
  • produzione di acqua calda;
  • raffrescamento;
  • riscaldamento degli ambienti;
  • tipo di impianto;
  • eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile.

L’APE sostituisce l’ACE (Attestato di Certificazione Energetica) ormai dal 2013 ma entro luglio di quest’anno dovranno essere applicati i nuovi standard minimi per il calcolo delle classi energetiche che diventeranno 10: andranno dalla A4, la migliore, fino ad A3, A2, A, B, C, D, E, F e G, la più bassa.

L’APE è necessario per la vendita o la locazione degli immobili e dovrà riportare alcune informazioni:

  • estremi del proprietario dell’immobile, che potrebbe non essere il committente stesso;
  • dati catastali dell’immobile (visura catastale);
  • planimetria dell’edificio, meglio se catastale;
  • libretto dell’impianto di riscaldamento autonomo o di centrale nel caso l’immobile fosse provvisto di impianto di riscaldamento centralizzato.

La legge di stabilità 2015 ha esteso l’agevolazione per usufruire della detrazione fiscale del 65% per il risparmio energetico ad altre tipologie di interventi, quali:

  • l’acquisto e la posa in opera di schermature solari dinamiche (come da norme EN 13561 e EN 13665) applicate a pareti che siano almeno parzialmente vetrate nel limite di 60000 €.
  • l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili nel limite di 30000 €.