La Legge n. 23 dell'11 marzo 2014 e il decreto legislativo n. 198 del 17 dicembre 2014 hanno portato, tra le altre cose, a porre le basi per la riforma del catasto tanto attesa. I tempi saranno lunghi, anche perché, si tratta pur sempre di effettuare una ricognizione su milioni di unità immobiliari.

Con il nuovo catasto la principale novità si riscontrerà nel calcolo delle rendite catastali: dal vano, l’unità di misura per la determinazione del valore immobiliare, si passerà al metro quadrato.

Cambieranno le categorie catastali e finiranno le ‘discriminazioni’ tra gli appartamenti: le unità immobiliari delle varie classi “A” saranno ricomprese nella nuova categoria “O/1”.

Le abitazioni isolate e le villette a schiera saranno ricomprese nella nuova categoria “O/2”, i posti auto coperti e scoperti compresi box auto e garage diverranno “O/6”, mentre le cantine e le soffitte diverranno “O/5”.

Il 2014 ha evidenziato, rispetto al 2013, un ulteriore aumento di richieste per usufruire dello sgravio IRPEF del 50% per le ristrutturazioni e dello sgravio del 65% per la riqualificazione energetica.

Anche il settore dell’arredamento con il suo bonus del 50% di detrazione IRPEF fino a 10000 € di spesa ha registrato un buon utilizzo da parte degli italiani.

Questi incentivi, a meno di interventi del Governo, termineranno il 31 dicembre 2015 per poi probabilmente esser ridimensionati dall'anno successivo.

Di fronte ad un aumento delle ristrutturazioni bisogna anche dire che il settore edile resta in affanno e che si potrebbe fare molto di più per rilanciarlo concretamente.

Cabine elettriche e murature di cortili interni ma anche muri di sostegno di terrapieni e spalle di sottopassi o sovrappassi: sono questi alcuni possibili spazi murali da destinare a decorazioni realizzate con l'intento di mascherare e ridurre l'impatto visivo causato dalla presenza di strutture in cemento sgradevoli.

L'obiettivo è quello di dare una visione diversa degli spazi senza stravolgerli, migliorando l'aspetto del luogo nel quale si trovano.

Trovato lo spazio murale su cui intervenire si presenta un progetto con l'idea generale del risultato finale e un'ipotesi di costo. Se la proposta viene approvata comincia la sua realizzazione.

I materiali da impiegare vanno dalle semplici pitture utilizzate per le pareti delle abitazioni alle pitture fotocatalitiche che consentono l'ossidazione delle sostanze inquinanti e la conseguente loro trasformazione in residui non nocivi.

Tra le spese per la riqualificazione termica degli edifici con sgravio Irpef del 65%, fino al 31 dicembre 2015 rientrano gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.

Per fruire dell'agevolazione per gli interventi di sostituzione di scalda acqua tradizionali con scalda acqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria è necessario sostituire l'impianto preesistente e installare quello nuovo.

La geotermia sfrutta lo scambio termico con il sottosuolo superficiale per mezzo di una pompa di calore ed è certamente consigliata per tutti gli edifici di nuova costruzione, per i quali è possibile progettare ex novo l’intero impianto in maniera ottimale.

La possibilità di produrre, utilizzando una tecnologia rispettosa dell’ambiente e vantaggiosa dal punto di vista economico, oltre che acqua calda per il riscaldamento invernale e per gli usi sanitari, anche acqua fredda per raffrescare durante l’estate, rende gli impianti geotermici l’alternativa ideale ai tradizionali impianti.

Il radon è un gas che si sprigiona naturalmente dalle rocce e circa la metà delle radiazioni che assorbiamo nell'arco della vita deriva da questo gas.

Una direttiva europea sulla radioprotezione dà dei limiti precisi alla sua concentrazione negli ambienti indoor e questo limite è di 300 Berequel al metro cubo.

Per determinare la concentrazione di radon ci si può rivolgere all'ARPA della propria regione, all'ENEA oppure ad aziende private.

Gli strumenti di misura vanno posizionati preferibilmente nei locali dove si soggiorna più a lungo (le camere da letto o il soggiorno), si utilizzano dei rilevatori passivi che forniscono dei valori medi in un periodo di tempo sufficientemente lungo (dai 3 ai 6 mesi). E' preferibile effettuare le misurazioni nella stagione invernale poiché in questa stagione l'abitazione aspira aria dal sottosuolo.

Nelle situazioni in cui, dopo aver effettuato una misurazione, si dovesse rivelare una concentrazione di radon superiore ai livelli di riferimento è opportuno effettuare degli interventi di bonifica.

I motivi per i quali una muratura può contenere umidità in eccesso sono molti:

- infiltrazioni dai tetti o dai terrazzi malmessi;

- pioggia battente su pareti non protette;

- umidità di condensa a causa di muri troppo freddi;

- perdite di impianti;

- umidità di spinta laterale caratteristica dei muri controterra.

L'umidità di risalita nelle murature a contatto con il terreno dei pianterreni e piani interrati si distingue dalle altre cause di umidità.

Come possiamo distinguerla?:

- l'umidità si presenta in modo abbastanza uniforme sul muro fino alla zona di evaporazione (dove fuoriesce evaporando);

- si trova almeno 40 cm sopra il livello del terreno ma potrebbe variare e innalzarsi in caso di intonaci idrorepellenti;

- provoca danni alla pittura;

- può provocare delle bolle nella zona di evaporazione;

- cambia il colore della pittura;

- la pittura si stacca;

- l'intonaco si sgretola o fiorisce;

- picchiettando in corrispondenza del distacco dell'intonaco si sente un suono diverso;

- si sente un odore sgradevole di muffa durante tutto l'anno.

Il Preliminare (o Compromesso): prima di recarsi dal notaio per fare l'atto definitivo vero e proprio (rogito) è prassi stipulare un preliminare (o compromesso) anche se non c'è nessun obbligo.

La stipulazione del preliminare lega ed obbliga le due parti (acquirente e venditore) alla stipulazione del contratto definitivo ed evita che, nel frattempo, il venditore si rivolga ad altri per vendere l'immobile magari perché ha ricevuto un'offerta più alta.

Con la firma le due parti si impegnano al rogito.

Per l'acquirente ci sono altri vantaggi nella stipulazione del preliminare, infatti tra il momento della sua stipulazione e il momento dell'atto notarile di trasferimento (rogito) ha tutto il tempo di:

- verificare meglio la situazione dell'immobile allo scopo di evidenziare difetti o mancanze o difformità rispetto a quanto affermato dal venditore in modo da farli rimuovere prima di pagare l'intero prezzo;

- verificare l'esistenza di ipoteche o altri diritti altrui (una servitù) sull'immobile;

- procurarsi tutti i documenti necessari ed essenziali per la compravendita (concessione edilizia, eventuali condoni, ecc...);

- predisporre le pratiche per l'ottenimento dell'eventuale mutuo da stipulare.

Al momento del preliminare è regola versare alla controparte una somma a titolo di acconto sul prezzo. Normalmente si corrisponde una somma che varia tra il 10 e il 15% del prezzo anche se non c'è nessuna norma che ne indichi la percentuale.

Per ridurre il consumo energetico per la climatizzazione invernale degli edifici una delle scelte progettuali più efficaci è contenere le perdite di calore e l'approccio più comune è quello di scegliere materiali leggeri e porosi.

Ogni materiale presenta differenti caratteristiche e quindi differenti prestazioni, per cui una progettazione attenta, soprattutto dal punto di vista ambientale, dovrebbe usare materiali differenti nelle condizioni appropriate.

Inoltre ogni materiale presenta precise caratteristiche in funzione della condizione in cui opera, per cui le prestazioni del materiale possono venire alterate (per esempio l'umidità può incidere negativamente sulla prestazione di isolamento termico e causare un rapido deperimento del materiale).

E' importante scegliere il tipo, spessore e posizione del materiale isolante in relazione alle modalità di climatizzazione dello spazio interno.

Il bonus del 50% sulle ristrutturazioni ha interessato anche gli impianti elettrici.

Per gli impianti a norma viene rilasciata la dichiarazione di conformità, rilasciata sia in caso di realizzazione di un nuovo impianto, sia in caso di lavori di adeguamento, ampliamenti e manutenzioni straordinarie di impianti preesistenti.

Non viene invece rilasciata in caso di interventi di manutenzione ordinaria. Anche gli impianti esistenti, infatti, devono presentare le caratteristiche previste dalla normativa.

Nel caso in cui un impianto sia privo di dichiarazione di conformità, in quanto essa non è stata prodotta o non è più reperibile, il D.M. 37/08 ha previsto la possibilità di sostituirla con la cosiddetta “dichiarazione di rispondenza”. La dichiarazione di rispondenza può essere rilasciata da un installatore che sia in possesso dei requisiti tecnico-professionali specificati nella normativa da almeno 5 anni, in seguito ad un controllo approfondito dell'impianto.

Una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (sez. III, 3 maggio 2013 n.10235) afferma questo principio:

per gli interventi di straordinaria manutenzione la delibera rilevante al fine di risolvere il quesito è solo quella con la quale tali interventi siano stati definitivamente approvati con la previsione della commissione del relativo appalto e l'individuazione del relativo piano di riparto dei relativi oneri.

Quindi se la delibera definitiva per l'approvazione degli interventi è avvenuta dopo l'acquisto dell'unità condominiale, gli oneri relativi competeranno all'acquirente.